L’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa mattina ha permesso di chiudere questa prima fase investigativa con 24 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Di queste 19 sono state condotte in carcere, mentre 5 ai domiciliari con braccialetto elettronico. I provvedimenti sono stati eseguiti in provincia di Foggia, in Emilia Romagna, in Molise e nella zona di Rieti. Secondo gli inquirenti un cittadino originario dell’Albania di 36 anni gestiva i traffici di droga attraverso un canale di rifornimento di altri suoi connazionali al centro-nord, attività monitorata tra maggio 2024 e aprile 2025 e che ha visto coinvolti anche rumeni e georgiani. Tali rifornimenti sono stati intercettati dagli investigatori e riguardavano altri contatti a Parma per cui sono stati identificate altre 7 persone. Mensilmente la rete di spaccio immetteva sul mercato foggiani dai 5 ai 10 kg di cocaina che veniva acquistata a 22 euro al grammo e rivenduta tra i 30 ai 50 euro in base al quantitativo richiesto, generando profitti mensili che superavano anche i 200mila euro al mese.
La droga veniva tagliata e confezionata in depositi trasformati in veri e propri bunker sorvegliati. E durante le attività investigative sono stati sequestrati 2 kg di cocaina proveniente dalla Bolivia, stupefacente di elevata qualità come confermato dalle analisi di laboratorio dei carabinieri. I proventi dello spaccio veniva mandati in Albania attraverso autisti di pullman di linea o autotrasportatori. E proprio durante un controllo di un mezzo sulla statale 16 sono stati recuperati 40 mila euro in contanti. Intanto, altre 9 persone saranno sentite nei prossimi giorni dagli inquirenti, con un’indagine destinata ad allargarsi e che potrebbe avere dimensioni internazionali.

