33 anni di storia di Foggia, 33 anni dall’omicidio dell’imprenditore edile Giovanni Panunzio, la prima vittima della mafia a Foggia che il 6 novembre del 1992 finì sotto la scarica di colpi dei sicari per non aver ceduto alle pressioni della criminalità, trovando il coraggio di denunciare alle forze dell’ordine le richieste estorsive ricevute. Questa mattina l’Amministrazione comunale di Foggia ha voluto ricordare la figura dell’imprenditore foggiano alla presenza dei suoi famigliari davanti al monumento a lui dedicato nella piazza adiacente a corso Roma. Un momento di riflessione per una comunità che negli ultimi anni ha visto emergere la prepotenza della cosiddetta “Società foggiana”, la Quarta Mafia, ritenuta la più pericolosa e violenta in questo momento a livello nazionale. Una comunità che, però, ha trovato la forza per reagire, per restare uniti, per non farsi schiacciare, anche a costo della propria vita. Panunzio è un esempio, così come lo è stato Francesco Marcone, direttore dell’Uffico del Registro barbaramente ucciso nel portone della propria abitazione. Il loro sacrificio dovrà essere riconosciuto nel tempo come un gesto d’amore per la loro terra, il loro rifiuto alla mafia un modello di vita per le giovani generazioni.

