Cronaca

Straniero “rispedito” a casa dopo aver destato allarme tra i cittadini in un quartiere di Foggia

Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha eseguito un accompagnamento presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), ai fini dell’espulsione dal territorio nazionale, di uno straniero che, nei giorni precedenti, si era reso responsabile di comportamenti ritenuti censurabili, tali da destare allarme tra i residenti di un quartiere cittadino.
Prosegue, pertanto, senza soluzione di continuità l’attività della Questura di Foggia finalizzata al contrasto dell’immigrazione irregolare e all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
Dall’ inizio dell’anno, in questa provincia, sono stati adottati 134 provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale, di cui 50 eseguiti con ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni, 29 rimpatri con accompagnamento immediato alla frontiera, 45 accompagnamenti presso i CPR nazionali per il successivo rimpatrio e 10 misure alternative. A tale attività di contrasto si aggiungono anche 8 allontanamenti comunitari.

76 nuove telecamere di videosorveglianza e 4 per controllo targhe nella zona nord di Foggia

E’ stato aperto questa mattina, all’incrocio tra Via Lucera e Via Altamura, alla presenza della sindaca Maria Aida Episcopo, dell’assessore alla Sicurezza Giulio De Santis e del dirigente dei Servizi Informatici Giuseppe Marchitelli, il cantiere per l’installazione di un nuovo sistema di videosorveglianza urbana nel quadrante nord della città, nella Zona 167 adiacente al Rione Biccari, al Rione Biccari, al Rione Candelaro, Borgo Croci e al Rione dei Preti, tutte aree al momento non coperte da sistemi centralizzati. Il Comune di Foggia ha partecipato a un bando del Ministero dell’Interno per prevenire e contrastare la criminalità attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza, nell’ambito dei Patti per l’attuazione della sicurezza urbana sottoscritti tra il Prefetto e il Sindaco, e ha ottenuto con il progetto denominato “Nell’occhio del Ciclope” 250mila euro di finanziamento, ai quali ha aggiunto ulteriori 300mila euro di risorse del bilancio dell’Ente.

76 le telecamere di contesto ad alta risoluzione e 4 le telecamere per la lettura delle targhe che verranno progressivamente installate, con infrastruttura di rete in fibra ottica, seguendo il progetto esecutivo realizzato attraverso la collaborazione tra il Settore Servizi Informatici dell’Ente e la Polizia Locale, e il coordinamento dell’assessorato alla Legalità e Sicurezza.

“Si tratta di un ulteriore sforzo per aumentare la sicurezza in città, prevenire azioni criminose e sostenere le forze dell’ordine, la polizia locale, la magistratura, le istituzioni tutte nel quotidiano impegno per la legalità. Le immagini delle telecamere non devono essere percepite come un’invasione nella sfera privata ma come servizio per la comunità, e saranno a disposizione delle autorità inquirenti ove se ne ravvisasse la necessità” hanno spiegato la sindaca Episcopo e l’assessore De Santis.

Ricettazione e riciclaggio di autovetture provento di furto: otto fermi per associazione per delinquere

Una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha consentito di acquisire un significativo quadro indiziario in ordine all’operatività di un gruppo criminale e di ricostruire le diverse fasi dell’attività illecita posta in essere.
In particolare, in data 22 settembre 2026, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, sono stati eseguiti otto fermi di indiziati di delitto, successivamente convalidati dall’A.G., nei confronti di soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un’associazione per delinquere operante sul territorio della provincia di Foggia. In data 24 settembre u.s., il GIP applicava nei confronti degli stessi fermati la misura cautelare della custodia in carcere.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’attività criminale sarebbe dedita alla ricettazione ed al riciclaggio di autovetture provento di furto, successivamente “cannibalizzate” per consentire la commercializzazione delle relative componenti.
Le indagini hanno permesso di ricostruire una presunta e strutturata filiera criminale, articolata in diverse fasi: dalla movimentazione e occultamento di veicoli, allo smontaggio presso appositi siti, fino allo stoccaggio delle componenti ed alla successiva distruzione e compattazione delle scocche, con conseguente alterazione e perdita degli elementi identificativi dei mezzi.
La fase esecutiva dei provvedimenti è stata attuata dalla Sezione Polizia Stradale di Foggia, sotto il coordinamento del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, con la collaborazione di altri Reparti della Polizia di Stato, dei Carabinieri del NIPAAF di Foggia e della Polizia Municipale di Foggia.