Che l’Amministrazione Comunale stia cercando di intervenire per risolvere problematiche che si trascinano da tempo è innegabile, almeno per la buona volontà, ma restano situazioni diventate insostenibili per i residenti. Continuiamo, così, il nostro viaggio nelle periferie di Foggia, facendo tappa in una zona dove ci sono tutti gli elementi urbanistici affinché possa essere considerata di “servizio” per tutto il quartiere, ma potremmo definire per l’intera città. Ed una strada, in particolare, è rappresentativa della situazione di degrado. Stiamo parlando di via Imperiale dove la vegetazione tra poco arriva anche nelle abitazioni dei piani superiori, coprendo anche i segnali stradali, il manto stradale è praticamente inesistente, la realizzazione della pista ciclabile ha ristretto la strada proponendo una situazione di disagio durante il periodo di apertura delle scuole, considerando che via Imperiale ne ospita due (tra cui l’Industriale da Vinci). Così come la situazione di quello che era identificato come il campo di calcio “San Paolo”, riferito alla chiesa non molto distante, diventato oggi una discarica a cielo aperto (come è visibile nella foto di copertina). A tutto questo si aggiunge che nell’elenco delle 120 strade oggetto di intervento da parte del Comune nei prossimi mesi non compare via Imperiale. Auguriamoci che sia stata una svista oppure che sia oggetto di intervento prioritario e non inserito in quel piano. Intanto, i residenti protestano e chiedono maggiore attenzione per quanto riguarda anche l’illuminazione e la presenza di forze dell’ordine.
“Siamo stanchi di fare segnalazioni e denunce, ci sentiamo abbandonati. E’ tutto in uno stato di abbandono perenne e la situazione non migliora, anzi. Abbiamo cercato di diffondere sui social anche video e foto di questo schifo ma nessuno si preoccupa di intervenire, di rassicurarci su quando e cosa si farà per risolvere tutti questi problemi. Via Imperiale è diventata il simbolo del degrado in città, condensando tutti i lati negativi: strada dissestata, discarica a cielo aperto, scarsa illuminazione, vegetazione fuori controllo e malcostume con parcheggi selvaggi e conseguenze devastanti per la presenza della pista ciclabile. Vedere per credere”, sottolinea Giuseppe uno dei residenti che ha sollevato la questione.



