Mar. Mag 5th, 2026

Riciclaggio di danaro. I tentacoli della mala foggiane e cerignolana

Una ramificazione di rapporti e relazioni commerciali tra Basilicata e Lombardia, passando da un ruolo centrale della Puglia. Oltre duecento tra finanzieri e poliziotti sono stati impiegati questa mattina per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere sette persone, mentre altre due hanno avuto gli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti un noto imprenditore della zona di Lavello avrebbe riciclato somme di denaro illecite provenienti da furti e rapine organizzate dai gruppi criminali foggiani, in particolar modo cerignolani. Il Gip del Tribunale di Potenza su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia ha ordinato il sequestro di beni immobili, società (tra cui aziende nel settore del commercio elettronica e telefonia) e disponibilità finanziare per oltre dieci milioni di euro. Gli investigatori hanno equiparato l’attività organizzata assimilabile ad un’azienda criminale. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti, il noto imprenditore, ritenuta persona affidabile, già nel 2017 avrebbe riciclato danaro derivante da rapine e furti, procedendo anche attraverso prestanomi e società fittizie a realizzare attività con profitti economici, diventando il collegamento tra le organizzazioni criminali foggiane e la “presunta” economia legale.

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