Mer. Giu 24th, 2026

Imprenditori agricoli chiedono più sicurezza per le loro aziende. “Così rischiamo di chiudere”

Si parla di crisi del mondo agricolo in provincia di Foggia legato alla mancanza d’acqua per lo colture, ma sembrano passare in secondo piano gli aumenti del costo di gestione del sitema zootecnico che rischia di saltare e, soprattutto, la sicurezza delle aziende agricole sottoposte a furti e atti intimidatori.

A lanciare l’appello sono degli imprenditori agricoli del settore che, a causa di un aumento spropositato, anche fino al 70%, del prezzo dei mangimi, prima per il Covid e poi per la guerra in Ucraina, si sono trovati un peso economico schiacciante che avrebbe tolto il sonno a qualunque agricoltore.

Questi imprenditori agricoli non hanno mollato per orgoglio, per passione, per dare un messaggio a tutto il mondo agricolo, un esempio di coraggio, di voglia di rivincita nonostante i continui furti subiti e le grandi difficoltà affrontate, con la concorrenza estera e i costi di produzione molto elevati.

Abbiamo deciso di andare avanti, di non abbassare lo sguardo, di reagire ad un sistema sempre più stringente per noi agricoltori. Invitiamo il mondo politico regionale a prendere un impegno serio anche per chi opera nel settore zootecnico. Abbiamo bisogno di interventi che tutelino il mercato e, soprattutto, chi lo mantiene ancora in piedi. Non siamo più gli agricoltori di un tempo, abbiamo fatto passi in avanti facendo investimenti, portando la tecnologia nella gestione del mondo agricolo. Ma poi dobbiamo fare i conti con macigni economici derivanti da aumenti anche ingiustificati dei costi di gestione. Oltre al problema acqua, dobbiamo affrontare anche le problematiche derivanti dai continui furti nelle nostre aziende e gli attentati che subiamo. Abbiamo sentito altri colleghi che sono pronti a chiudere l’azienda, alcuni lo hanno già fatto. Diciamo di non arrendersi, di avere fiducia e coraggio. Non facciamoci portare via le nostre aziende, che sono il frutto del nostro sudore e quello dei nostri genitori. Ma abbiamo bisogno che le istituzioni ci tutelino, che intervengano per salvaguardare le imprese locali”.

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