Gio. Mar 12th, 2026

Perchè a Foggia non si può fare turismo? Eppure…

Fuggi da Foggia, non per Foggia… Il resto di questo detto lo conosciamo, anche se chi pronunciò questa frase aveva ben altro significato e non così dispreggiativo verso i suoi abitatnti. Premessa per parlarvi oggi delle grandi potenzialità che Foggia ha dal punto di vista turistico. Vi prego di non sorridere e di seguirmi nel ragionamento, passo dopo passo. Fare questa analisi divisa in parti, analizzando oggi l’aspetto del turismo religioso come potrebbe influenzare il presente ed il futuro di Foggia. Proviamo a dare qualche spunto operativo a chi ha il potere, unitamente alla conoscenza e capacità, di mettere in pratica una grande opportunità. Il rifacimento della piazza che unisce la Chiesa di S. Anna con la parte della struttura in cui fu ospitato Padre Pio e la Chiesa delle Croci (per i foggiani il Cappellone delle croci) offre la possibilità di creare un attrattore turistico importante. Perchè non rendere visitabile per alcune ore al giorno un luogo non solo di culto, eretto alla fine del XVII secolo, ma anche di particolare rilevanza artistica e ricca di simboli? Ricordiamo che nel 1693 fu un frate cappuccino con le sue preghiere a chiedere il ritorno della pioggia e con una processione arrivo all’incrocio dei due tratturi piantando sette croci in legno, simboli delle stazioni della via Crucis. Secondo voi potrebbe interessare a qualcuno? Perchè non collocare pannelli descrittivi di questi fatti importanti della città e le informazioni sui momenti vissuti da Padre Pio a Foggia da distribuire nella piazza appena rifatta? Sarebbe bello anche valorizzare i luoghi nel Convento dove ha vissuto il frate dalle stimmate per consentire la presenza di fedeli. Attirerebbe secondo voi l’attenzione di tanti fedeli a Padre Pio? Questo solo per fare due esempi, perchè di cose da dire e da vedere a Foggia ne abbiamo da vendere. Ma, purtroppo, non le rendiamo “vendibili”.

(Nella foto in copertina la celletta di padre Pio al convento S. Anna a Foggia)

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